dissociazione

La morte è una dissociazione chimica che porta alla degradazione e alla disgregazione delle molecole del prodotto: l’intervento di agenti esterni, quali l’ossigeno, il calore, la pressione e il lavoro, inaspettato fa sì che reagenti e prodotti cambino totalmente la loro natura in maniera non contemplata.

perché nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si conserva.

conserviamo tutto: non perdiamo niente. se non troviamo, è solo perché cerchiamo la forma sbagliata.

cerchiamo con la mano l’uomo che non era nel nostro letto e non lo troviamo: sentiamo solo il calore del suo corpo che lentamente si disperde.

sentiamo il profumo della pasta al forno del pranzo della domenica, quintali di parmigiano fatti dorare da nostra madre: nel piatto abbiamo dei rigatoni conditi con un po’ di cacio e pepe.

vediamo lo sguardo dipendente dell’animale che ci fa compagnia, lo sentiamo correre verso la scatola di crocchette che agitiamo: lo stipetto dove tenevamo scatolette e ciotoline è vuoto.

la decomposizione chimica si può semplificare in AB → A+ B.

tutto si conserva: nulla si crea, nulla si distrugge. l’unica distruzione che avviene è quella dentro il nostro cuore, quando capiamo che no, la decomposizione chimica non può essere AB ↔ A + B. non si torna indietro, non è reversibile. non c’è niente da fare.
A+B non saranno mai più AB.

Questo è quello che ci dice la chimica.

che, invece, dentro di noi A+B tornino e ritornino a essere AB, di continuo, senza tregua, senza sosta, in un dolore continuo che pian piano, giorno dopo giorno, mese dopo mese si trasforma in un sorriso mesto di amore e di serenità con A, con B e con noi stessi, non è chimica.

È vita di tutti i giorni.

[per liv.]

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